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Home > News > Apre il Museo di Casal de' Pazzi
Data di pubblicazione: 30/03/2015

La storia del Museo di Casal de’ Pazzi parte da una zanna d’elefante.
Rinvenuta nel 1981 durante i lavori di urbanizzazione della zona di Rebibbia, diede il via ad un’indagine archeologica su un’area di oltre 1.200 mq che portò alla luce il tratto di un antico alveo fluviale. Nel giacimento vennero scoperti più di 2000 fossili animali, appartenenti a specie impensabili oggi nella campagna romana (l’elefante antico, l’uro, l’ippopotamo, il rinoceronte), ma anche un frammento di cranio e oltre 1.500 manufatti in selce che testimoniano la contemporanea presenza di uomini.
Il sito risale a circa 200.000 anni fa e costituisce l’ultima testimonianza di una straordinaria serie di depositi pleistocenici che costellavano la bassa valle dell'Aniene, distrutti dall'avanzare della città.
Il Museo è completato dalle istallazioni realizzate dall’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del Consiglio nazionale delle ricerche: ricostruzioni 3D e interattive permettono di assistere all’inondazione dell’antico letto del fiume Aniene e di esplorare il paesaggio di 200.000 anni fa, nell’ambiente del paleolitico, fra i grandi elefanti che popolavano l’area di Roma in quell’epoca.

L’itinerario di visita prevede la vista del giacimento dall’alto di una passerella. L’illuminazione naturale evidenzia  grandi massi rosati e resti fossili: zanne lunghe fino a 4 metri, denti, vertebre. E’ il paesaggio “archeologico”, ciò che resta dopo lo scavo.
Poi, un impianto di oscuramento “sgancia” il visitatore dalla lettura oggettiva dei resti. Una voce fuori campo e luci correlate danno semplici risposte alle domande suscitate da questo paesaggio fossile, inaspettato nella fitta trama urbana che lo circonda, racchiuso da mura.
Da questo momento il visitatore viene portato ad immaginare ciò che non c’è più.
Con il sussidio di tecnologie informatiche (le realizzazioni virtuali sono state elaborate dal Laboratorio di Archeologia virtuale dell’ITABC –CNR) l’alveo si riempie di acque “virtuali” facendo comprendere, quasi fisicamente, di essere dentro il fiume. Il piano è ora quello della suggestione. Sulla grande parete collocata di fronte alla passerella appare una ricostruzione del paesaggio pleistocenico: è un breve filmato, che contiene sia sequenze in animazione che frammenti di riprese attuali. Compaiono il fiume, le piante, gli animali, tra cui l’elemento forte è la ricostruzione 3D dell’elefante antico. Di sottofondo la voce di un uomo che, duecentomila anni fa, viveva in quei luoghi e racconta il suo mondo. Il video “sfonda” la parete alternando la visione del passato (la Roma del Pleistocene con la ricostruzione dei paesaggi e dell’elefante antico) con le immagini del presente (sequenze di animali ancor oggi esistenti, pur se in habitat diversi da quelli della Roma attuale).

Dopo questa full immersion, sono previsti vari livelli di approfondimento. In uno spazio esterno coperto, alcuni pannelli “raccontano” l’evoluzione dei paesaggi e della vita nella campagna romana, a partire da quando a Roma c’era il mare (circa 3 milioni di anni fa) fino a giungere all’attualità.
Nella sala espositiva, che si affaccia con due grandi vetrate sul giacimento, sono presentati alcuni dei reperti rinvenuti.
L’itinerario parte dalle tematiche ambientali per concludersi con le attività dell’uomo. Le vetrine sono corredate da disegni ricostruttivi. In questo spazio vi è anche un touch screen, dove è possibile confrontarsi con i temi offerti dall’esposizione in maniera ludica o interattiva. In questa “Pleistostation” è possibile utilizzare questionari, videogiochi, ipertesti e filmati.

L’area esterna al Museo ripropone una ricostruzione dell'insieme floristico che poteva caratterizzare le sponde dell’Aniene circa 200.000 anni fa, da rivivere percorrendo un sentiero azzurro che richiama un percorso fluviale. Vi sono tre aree di sosta, dedicate alla realizzazione di laboratori didattici, dove si potranno anche tenere eventi di vario tipo, utili a promuovere il Museo ed a creare stretti legami con i cittadini ed il territorio.
                                                                

                                                            Laboratori per le scuole                                                              

Laboratorio per le scuole. La pietra racconta
Destinatari: scuola primaria (classi IV e V) e scuola secondaria di I grado
L’attività di laboratorio è preceduta dalla visita al Museo del Pleistocene con un inquadramento storico-topografico del monumento. Nel corso della visita viene illustrata la storia della formazione e della scoperta del giacimento, ricostruendo l’aspetto del territorio intorno Roma 200.000 anni fa. I ragazzi sono guidati al riconoscimento dei reperti, che comprendono, oltre ad ossa fossilizzate relative alla fauna dell’epoca, anche resti di forme umane arcaiche e strumenti in pietra. Nel laboratorio di scheggiatura della selce i ragazzi affrontano, con la guida degli operatori, la realizzazione di strumenti di pietra scheggiata, e delle relative immanicature.
 L’obiettivo è entrare in contatto con il metodo scientifico di formazione della conoscenza, attraverso il lavoro del Paletnologo e della ricostruzione funzionale e storica, attraverso i processi dell’Archeologia Sperimentale.
Prenotazione obbligatoria 060608 tutti i giorni ore 9.00 - 21.00
Laboratorio prenotabile dal martedì al venerdì alle ore 10.00 o alle ore 12.00
 Promozione scuole (122,00 kB)
 La pietra racconta (66,39 kB)
                                                                              
                                                                                    
Laboratorio per le scuole. La terra racconta
Destinatari: scuola primaria (classi IV e V)
L’attività di laboratorio è preceduta dalla visita al Museo del Pleistocene con un inquadramento storico-topografico del monumento. Nel corso della visita è illustrata la storia della formazione e della scoperta del giacimento, ricostruendo l’aspetto del territorio intorno Roma 200.000 anni fa. Nel laboratorio di Scavo Paleontologico simulato i ragazzi affrontano, con la guida degli operatori, uno scavo paleontologico, allestito in loco, trovando ed identificando resti ossei animali e tracce di presenze umane preistoriche.
 L’obiettivo è entrare in contatto con il metodo scientifico di formazione della conoscenza, attraverso il lavoro del Paletnologo.
Prenotazione obbligatoria 060608 tutti i giorni ore 9.00 - 21.00
Laboratorio prenotabile dal martedì al venerdì alle ore 10.00 o alle ore 12.00
Il laboratorio si svolge all'aperto sugli scavi del sito archeologico
In caso di pioggia verrà sostituito da uno degli altri due previsti
Promozione scuole (122,00 kB)
La terra racconta (65,91 kB)
                                                                                                               
                                                                                
Laboratorio per le scuole. Le ossa raccontano
Destinatari: scuola primaria (classi IV e V) e scuola secondaria di I grado
L’attività di laboratorio è preceduta dalla visita al Museo del Pleistocene con un inquadramento storico-topografico del monumento. Nel corso della visita è illustrata la storia della formazione e della scoperta del giacimento, ricostruendo l’aspetto del territorio intorno Roma 200.000 anni fa. I ragazzi sono guidati al riconoscimento dei reperti, che comprendono, oltre ad ossa fossilizzate relative alla fauna dell’epoca, anche resti di forme umane arcaiche e strumenti in pietra. Nel laboratorio di riconoscimento delle ossa i ragazzi sono guidati dagli operatori all’identificazione di parti scheletriche di diversi animali e delle tracce lasciate sulle ossa da diversi tipi di interventi umani.
 L’obiettivo è entrare in contatto con il metodo scientifico di formazione della conoscenza, attraverso il lavoro del Paletnologo.
Prenotazione 060608 tutti i giorni ore 9.00 - 21.00
Laboratorio prenotabile dal martedì al venerdì alle ore 10.00 o alle ore 12.00
Promozione scuole (122,00 kB)
Le ossa raccontano (66,26 kB)

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