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Data di pubblicazione: 29/09/2016
Museo Carlo Bilotti

Il 15 ottobre il Museo Bilotti aderisce alla Giornata del Contemporaneo – AMACI, XII edizione, offrendo visite guidate gratuite alla     Collezione permanente e alla mostra     Piacere, Ettore Scola

Maggiori informazioni

Data di pubblicazione: 20/09/2016

LA MOSTRA ENIGMISTICA, metti in mostra la tua abilità

Domenica 2 ottobre 2016, alle 12:00 e alle 17:00
Ingresso gratuito

Ce n’è per tutti i gusti. Dal semplice “trova il dettaglio” nell’immagine in mostra, alla “ghigliottina” tanto amata dal pubblico televisivo, passando per l’immancabile “cruciverba”: un classico per tutte le stagioni.
Si tratta del doppio appuntamento organizzato dai volontari del Servizio civile Giubilare, in forza al Museo di Roma (*), per intrattenere i visitatori della mostra    “L’arte del Sorriso. La caricatura a Roma dal Seicento al 1849” nell’ultimo giorno di apertura al pubblico, che coincide peraltro con la domenica ad ingresso gratuito.
E non crediate che si tratti di un ‘gioco da ragazzi’. Ci vuole occhio fino e spiccato spirito di osservazione per cogliere i dettagli utili a sciogliere gli enigmi e a risolvere gli indovinelli.
Un modo divertente e curioso di avvicinarsi all’arte, con la testa oltre che con il cuore; mettendo ‘in mostra’ abilità e  intuito.
(*) Stefano Diglio, Federica Lenti, Elisa Orsini, Maria Giuseppina Petrone, Luca Rinaldi, Manuela Siviello

Data di pubblicazione: 20/07/2016

Si è tenuta oggi in Campidoglio, alla presenza della Sindaca di Roma, Virginia Raggi, dell’Amministratore Delegato di Enel Green Power, Francesco Venturini, dell’Assessore alla Crescita culturale, Luca Bergamo e del Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce, la cerimonia di presentazione del restauro della Sala degli Imperatori dei Musei Capitolini, riaperta al pubblico dopo i lavori di recupero che hanno restituito alle pareti e alla ricca ornamentazione scultorea la sua antica regalità. L’intervento di ripristino, promosso dalla Sovrintendenza Capitolina, è stato reso possibile grazie  al sostegno di Enel Green Power,  un atto di mecenatismo culturale che prosegue e rinsalda il proficuo rapporto di collaborazione  pubblico-privato finalizzato alla valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale di Roma.

Proprio nell’ottica della promozione a livello internazionale dei tesori capitolini, la chiusura della Sala per i lavori di restyling ha offerto l’opportunità di portare, temporaneamente, 20 busti di imperatori romani presso il Fred Jones jr. Museum of Art della University of Oklahoma, nell’ambito della mostra “Immortales”, favorendo una importante opportunità di scambio culturale in una cornice collaborativa di ampio respiro che volge, ora, lo sguardo al futuro. Tra i possibili sviluppi, infatti, di questa importante sinergia pubblico-privato finalizzata al recupero e alla valorizzazione dei siti di preminente interesse archeologico e storico-artistico di Roma Capitale, particolare rilievo assume la disponibilità di Enel Green Power a prendere parte al progetto di recupero e valorizzazione dell’area denominata Villa Caffarelli, in particolare delle aree esterne (Giardino Caffarelli e Giardino De Vico) e del restauro e ripristino delle tre Fontane.

Il restauro della Sala degli Imperatori

Il restauro ha portato a risultati inaspettati, come la scoperta di alcune dorature settecentesche e altri particolari decorativi finora sconosciuti. La riscoperta dell’originaria doratura a foglia delle baccellature e delle fuseruole hanno donato nuova luce alle cornici in stucco dei bassorilievi.

Agli intonaci è stato restituito il loro colore originario, compromesso in modo significativo dall’azione del tempo. Sono state, in particolare, restituite le tonalità adottate nel XVIII secolo, recuperando i colori azzurro-cinerino (“color dell’aria”) delle pareti e il delicato bianco avorio adottato per il partito architettonico, le lesene a decorazione vegetale, le corone a foglia di quercia. Un accurato intervento di recupero ha riguardato i sei bassorilievi antichi incastonati nelle pareti, tra cui spiccano quello raffigurante il mito di Perseo che libera Andromeda, quello con Endimione addormentato su una roccia e quello dedicato alle Ninfe. Liberati infatti dallo spesso strato di polvere e dalle incrostazioni, alleggeriti dalle pesanti  e invadenti stuccature, sono oggi apprezzabili in tutta la loro qualità formale ed estetica, confermando appieno l’ammirazione suscitata nei secoli passati  presso gli artisti e gli studiosi. Di particolare interesse la scoperta dell’integrazione settecentesca in terracotta presente nel sarcofago con combattimento dionisiaco, realizzata per completare mimeticamente la lacuna dell’originale. Di sicuro effetto anche il restauro degli otto busti sulle mensole e l’ottimale ripristino dei banconi sostenenti i ritratti imperiali, realizzati magistralmente in stucco e decorati a finto marmo.

Data di pubblicazione: 08/06/2016

Vite Coraggiose” è la campagna della Fondazione Bambino Gesù centrata sulla lotta alle malattie rare, ultrarare e orfane di diagnosi. I Musei in Comune di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura sostengono questa campagna con Vite Coraggiose nell’Arte perché, anche attraverso i capolavori del nostro patrimonio artistico, si può raccontare l’importanza del coraggio nell’affrontare la vita. Quel coraggio che appartiene a tutti i bambini/pazienti del Bambino Gesù e alle loro famiglie e che li accompagna durante e dopo la degenza.
Vite coraggiose nell’arte parte sabato 11 giugno alla    Casa del Cinema con la proiezione in anteprima del video che vede la straordinaria partecipazione dell’attore Giuseppe Fiorello e del giovane Lorenzo, paziente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Lo spot, con la regia di Francesco Martinotti, prodotto da Iterfilm, ha un “testimonial” d’eccezione: la statua d’oro di Ercole dei Musei Capitolini, vero e proprio simbolo di coraggio.
    
Dall’11 giugno il video è diffuso online, nei principali musei del sistema, presso il PIT di Fiumicino, a    Technotown e alla    Casa del Cinema per sensibilizzare il pubblico alla grande attività di ricerca della Fondazione Bambino Gesù e moltiplicare le possibilità di raccolta fondi attraverso il sito    www.donaora.it.
Dopo la proiezione in anteprima del video, la giornata della     Casa del Cinema prosegue con una rassegna cinematografica dedicata al coraggio nell’arte:
•    Sala Deluxe ore 17.00    Cave Of Forgotten Dreams, di Werner Herzog, 2010, 90’
•    Sala Deluxe ore 19.00    Caravaggio di Derek Jarman, 1986, 97’
•    Sala Deluxe ore 21.00    Il Tormento e L’estasi di Carol Reed, 1965, 137’
       
Anche la    Casina di Raffaello, a pochi passi dalla Casa del Cinema, offre il suo contributo alla campagna con la sua programmazione dell’11 giugno: alle 12.30 e alle 17.30 i bambini possono ascoltare le letture ad alta voce    “Per essere bambini ci vuole coraggio”: una raccolta di storie dedicate alla forza e alle paure dei piccoli, tra mostri, streghe e gorilla
 (attività libera e gratuita con prenotazione sul posto fino ad esaurimento posti).
      
Inoltre, la campagna Vite coraggiose nell’arte si arricchirà con tante altre storie di coraggio, scelte tra le opere del sistema museale. Per scoprirle si potrà visitare il sito    www.museiincomuneroma.it e i canali social dei MiC con l’hashtag    #coraggionellarte dove saranno diffuse delle cartoline digitali delle opere scelte e dove ognuno potrà contribuire all’ampliamento della galleria, individuando nuove storie di coraggio tra i capolavori dei musei.

Guarda il Video

Comunicato

Locandina

Data di pubblicazione: 19/05/2016

All’insegna del binomio cultura/cibo e nell’ottica di valorizzare la tradizione gastronomica della città -che rappresenta parte integrante dell’offerta culturale proposta ai visitatori - Zètema Progetto Cultura aderisce all’iniziativa “Cibo dell’Accoglienza – Bisaccia del Pellegrino”, promossa da ARM – Azienda Romana Mercati su mandato della Camera di Commercio di Roma, in occasione del Giubileo della Misericordia.

Grazie ad un accordo con ARM, turisti e pellegrini potranno trovare in alcuni Musei del Sistema, oltre alle opere d’arte, anche molti prodotti che rappresentano una sintesi dell’offerta enogastronomica di Roma. I prodotti hanno un formato ed un packaging adatto ad un consumo in viaggio e/o proposta per una idea regalo di qualità.

Sabato 21 maggio la vendita sarà avviata presso la libreria del MACRO di via Nizza, per poi coinvolgere le librerie  dell’Ara Pacis, del Museo di Roma e la Limonaia.

A disposizione un Catalogo del “Cibo dell’Accoglienza”, attraverso cui il visitatore potrà scoprire lo speciale legame tra i prodotti enogastronomici ed il territorio di appartenenza, l’importanza del valore della tradizione e della storia che rende ciascun prodotto unico e speciale così come il lavoro agricolo e artigiano che c’è dietro, per portare con sé il ricordo della sua esperienza di viaggio.

In programma, in una seconda fase, una serie di eventi organizzati in collaborazione con ARM, tra cui incontri con chef e degustazioni.  

Data di pubblicazione: 07/04/2016

Nella sala antistante le gallerie del primo piano del Museo, dedicate attualmente alla collezione permanente, è stata allestita una vetrina con tre piccole vedute di Roma di Gino Severini, realizzate nei primi anni del ‘900, che ben si accordano per cronologia e tematica  con gli acquerelli della Roma pittoresca di  Roesler Franz.

Le vedute sono corredate da notizie storico critiche sulla produzione artistica dell’artista e da cenni biografici.

Le opere fanno parte di una serie costituita da tre vedute di Roma “Trinità dei Monti”,  "Scorcio dei Borghi" e "Paesaggio a Villa Pamphilj",  realizzate da Gino Severini nel 1902-1903 agli esordi della sua attività artistica, nel momento in cui egli, giunto a Roma appena ventenne, entrò in contatto con Umberto Boccioni, frequentando insieme con quest'ultimo lo studio di Giacomo Balla e sperimentando la tecnica divisionista da questi acquisita, nonostante nella stagione giovanile dell'artista, cui appartiene la piccola serie del Museo di Roma in Trastevere, si siano di volta in volta avvertiti echi impressionisti (Barracelli, 1961) o ancora derivati dalla pittura “di macchia” (Pacini, 1970). Nel "corpus" di schizzi, disegni, oli, pastelli che caratterizzano la produzione pittorica di Severini in questa fase, si possono  collegare i dipinti in esposizione.

L'artista stesso afferma di essere stato attratto dai soggetti urbani fin dal suo arrivo nella capitale: "D'estate andavo al mattino presto al Pincio, oppure, la sera, mi mettevo a disegnare sotto un lampione; facevo delle prospettive di alberi, lampioni e case, con tutte quelle luci e ombre bizzarre causate dalla notte" (Vitali, 1965).

Trinità dei Monti
La veduta rappresenta sullo sfondo a sinistra parte del palazzetto posto all'inizio di via Gregoriana, in secondo piano sempre sullo stesso lato l'obelisco Sallustiano e, sulla destra, la sommità della scalinata di piazza di Spagna con lo slargo semicircolare posto di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti.

Scorcio dei Borghi
Veduta prospettica di una delle vie del Rione XIV, Borgo, di raccordo fra le due strade parallele note come "Borgo Vecchio" e "Borgo Nuovo". Sullo sfondo si individua un tratto del passaggio su arcate conosciuto con il nome di "Passetto": la porzione di corridoio è sostenuta da un arco che inquadra lo sviluppo in profondità della strada sottostante o del suo proseguimento al di là del fornice.

Paesaggio a  Villa Pamphilj
La veduta si sviluppa secondo uno schema orizzontale. Sullo sfondo a destra è delineata sommariamente la sagoma della cupola di S. Pietro. In secondo piano, dietro una balaustra si staglia una distesa erbosa caratterizzata dalla presenza di alti cespugli.

Data di pubblicazione: 25/02/2016

Il nuovo frammento della Lastra 31 della Forma Urbis Severiana, di proprietà della Santa Sede, sarà ceduto a Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali in comodato d’uso a tempo indeterminato. Lo ha annunciato oggi il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci introducendo, all’Auditorium dell’Ara Pacis, insieme al sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce, i lavori del Convegno organizzato per illustrare i risultati delle ricerche che gli archeologi di entrambe le istituzioni hanno effettuato in maniera congiunta.

Il frammento, ricomposto con gli altri della Lastra 31 a cui appartiene, rimarrà     in esposizione nella Sala Paladino del Museo dell’Ara Pacis fino al 17 marzo.

Sinergia tra i Musei Capitolini e i Musei Vaticani

Il nuovo prezioso tassello costituisce un importante contributo alla conoscenza della topografia della Roma antica ed è il frutto della sinergia e di una sempre più proficua collaborazione tra i Musei Capitolini e i Musei Vaticani.

Il frammento della lastra 31, infatti, è stato rinvenuto durante i lavori che hanno interessato, negli anni scorsi, l’interno del Palazzo Maffei Marescotti, un edificio extraterritoriale di proprietà della Santa Sede situato in Via della Pigna. Il tassello “vaticano” consente ora una più esaustiva lettura della topografia antica dell’area dell’odierno Ghetto e del Teatro Marcello.  La Forma Urbis severiana è da secoli parte integrante delle collezioni capitoline; la ricomposizione dei contesti storico-archeologici è ritenuta di estrema importanza dalle due istituzioni che hanno, per tale ragione, avviato l’iter finalizzato a uno scambio di opere.

Un’altra tessera, dunque, è stata aggiunta all'importante mosaico che raffigura la topografia della Roma antica la quale, nonostante i numerosi frammenti disponibili, non può dirsi ancora risolta in modo definitivo e ogni nuovo elemento contribuisce ad arricchire il quadro d’insieme con ulteriori, significativi dettagli, utili ad accrescere la conoscenza della civiltà millenaria che si è sviluppata sulle sponde del Tevere. La ricollocazione di questo frammento nel suo contesto di origine si inserisce in un più ampio progetto in atto volto a sciogliere il nodo della sistemazione espositiva della pianta marmorea. Da sempre il principale problema di musealizzare la Forma Urbis è costituito dalla sua stessa mole: un numero altissimo di frammenti, la grande maggioranza dei quali non posizionabili sulla pianta cittadina. Un problema di spazio, quindi, che potrà risolversi nell'ambito del progetto, da anni in atto, di riqualificare la centralissima area del Celio.

La Forma Urbis

La pianta marmorea, o Forma Urbis severiana, è una grande planimetria di Roma antica incisa su lastre di marmo tra il 203 e il 211 d.C.  Era esposta sulla parete di un’aula nel Foro della Pace che fu in seguito inglobata dal complesso dei SS. Cosma e Damiano, che si è conservata in tutta la sua altezza ed è ancora oggi visibile a chi  percorre via dei Fori Imperiali. 

Lo studio delle tracce presenti sulla parete ha consentito di ricostruire ingombro e dimensioni della Forma Urbis: la pianta era incisa su 150 lastre di marmo applicate alla parete con perni di ferro ed occupava 18 x 13 m circa.

Si è calcolato che fossero rappresentati, su una superficie di circa 235 mq almeno 13.550.000 mq di città antica attraverso una moltitudine di sottili incisioni: tutti gli edifici di Roma, pubblici o meno, rappresentati prevalentemente al livello del suolo a una scala media di circa 1:240 (= 2 actus romani): tale cioè da permettere una rappresentazione topografica dettagliata che comprende e distingue i singoli vani degli edifici.

 A partire dal rinvenimento del primo nucleo di frammenti nel 1562 sono venuti in luce poco meno di 1200 frammenti della Forma Urbis; di questi circa 200 sono stati identificati e idealmente collocati sulla topografia moderna.

Quello che rimane oggi è circa un decimo del totale della pianta, il che equivale a circa 25.000 mq di Roma antica in gran parte ancora da identificare, da piccole schegge a settori di lastra con interi quartieri, case, portici, templi e botteghe: un panorama unico del paesaggio urbano di Roma antica ed uno dei più rari documenti che l'antichità abbia restituito.

Il nuovo frammento

Il nuovo frammento è relativo alla lastra 31 della Forma, che rappresenta l’odierna area del Ghetto, uno dei settori monumentali della città antica, dominato dal Circo Flaminio, edificato nel 220 a.C., per ospitare i ludi plebei, e sul quale si affacciavano numerosi importanti monumenti pubblici. Tra questi sono ancora oggi noti e visibili il portico di Ottavia e il teatro di Marcello. Oltre che una sezione del teatro, il nuovo frammento vaticano reca un’iscrizione che completa la dicitura Circus Flaminius, agganciandosi come il pezzo di un grande puzzle ai frammenti già noti e scoperti nel 1562.

Data di pubblicazione: 18/12/2015

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Data di pubblicazione: 11/11/2015

Al Museo di Roma in Trastevere è stato riallestito il percorso museale intitolato “Dalla tradizione alla contemporaneità. Visioni dalla città che cambia”, che mostra i cambiamenti e le persistenze nella vita sociale e quotidiana romana dall’Ottocento fino agli anni ’80 del Novecento.

Attraverso 38 opere tra dipinti, incisioni, acquerelli e un’ opera intagliata in legno, sono stati evidenziati alcuni degli aspetti più significativi della tradizione popolare romana filtrati attraverso lo sguardo degli artisti che li hanno rappresentati.

I costumi tradizionali, la religiosità, le feste e i divertimenti quali il carnevale, le luminarie e la danza del saltarello, e gli aspetti della vita quotidiana attraverso i mestieri e le attività che era possibile osservare in città, sono le sezioni che suddividono il percorso espositivo.

Tra le opere in esposizione una particolare segnalazione merita il dipinto di Vincenzo Morani (Polissena 1809-Roma 1870), Pranzo in campagna (1856), opera di grande interesse artistico e documentario (rappresenta una gita in campagna durante l’ottobrata romana, festa popolare  dove si mangiava, si beveva e si ballava il saltarello).

Infine ad illustrare la contemporaneità, attraverso le tematiche delle osterie e della convivialità di strada, sono state selezionate 30 stampe fotografiche in bianco e nero di Mario Carbone ed Emilio Gentilini, realizzate tra il 1950 e il 1980,  dove è ancora possibile osservare nella città alcune evidenti tracce di uno stile di vita tradizionale.

Data di pubblicazione: 02/11/2015

Il laboratorio didattico per le scuole, del 10 novembre,     "Pablo Atchugarry, Marina Milella: Dal marmo all’idea o viceversa? - Il processo creativo: l’artista domina la materia o ne è ispirato?" sarà arricchito dalla partecipazione ed esibizione del duo chitarristico di Paolo De Angelis e Lorenzo Federici (Associazione Culturale Colle Ionci).

Data di pubblicazione: 30/10/2015

Scegliendo il "profilo" più congeniale ad ogni visitatore: parte il 30/10/2015 la sperimentazione di CuCu3, Cultura al Cubo, l’applicazione per smartphone pensata per promuovere in maniera del tutto innovativa la fruizione del patrimonio culturale, in forma ludica e pro-attiva.
La sperimentazione è promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali che, con la Direzione scientifica del Museo, ha sostenuto il progetto e fornito la necessaria documentazione e  consulenza scientifica.
CuCu3 è uno strumento che permette al visitatore di interagire con lo spazio e con le opere esposte facendo del “contenitore” e del “contenuto” un’unica esperienza culturale. Utilizzando la tecnologia beacon-bluetooth, l’APP CuCu3 riconosce la presenza del visitatore anche negli spazi interni e invia dei contenuti specifici in base al profilo scelto. Tre i profili disponibili, “Sognatore” per animi artistici e fantasiosi, “Esploratore” per chi ama vivere esperienze coinvolgenti, “Intenditore” per chi vuole scoprire curiosità e aspetti inediti.
Attraverso le interazioni e i contributi di AR (augmented reality), il visitatore potrà produrre contenuti originali e, alla fine dell’esperienza, comporre una cartolina digitale, da condividere sui social network incentivando una promozione virale del bene visitato.
Grazie all’accordo con i Musei Capitolini, la fase sperimentale sarà avviata nella meravigliosa Sala del Galata Morente di Palazzo Nuovo prima di essere estesa in altre sei sale fino a definire un percorso esperienziale e coinvolgente in uno dei siti culturali più suggestivi di Roma.
"Ancora un'esperienza innovativa per i nostri Musei capitolini  - commenta l'Assessore alla Cultura e allo Sport Giovanna Marinelli - che grazie a questa nuova APP diventeranno ancora più vicini al pubblico giovane che stiamo cercando di catalizzare verso le nostre bellezze e ricchezze. Le nuove tecnologie sono il futuro e non dobbiamo smettere di investirci per permettere così di compiere percorsi emozionali e formativi per i visitatori".
Attraverso la personalizzazione dell’esperienza culturale, CuCu3 coinvolgerà un pubblico giovane e interessato ad effettuare un percorso fuori dagli schemi, svincolato dagli itinerari esplicitamente didattici tramite uno strumento friendly e di facile utilizzo.
L’APP CuCu3 nasce dalla collaborazione tra l’impresa Superelectric srl, che da anni opera nello sviluppo di prodotti ad elevata tecnologia in ambito multimedia, l’architetto Elisa Janani, creatrice dell’APP e il partner culturale Open City Roma, promotrice dell’evento annuale di architettura Open House Roma.
Il progetto è risultato primo classificato dell’Avviso Pubblico POR FESR LAZIO 2007-2013 - ASSE 1.7 - “CREATIVI DIGITALI – SVILUPPO DI IDEE PROGETTO PER UNA FRUIZIONE INNOVATIVA DEI CONTENUTI CULTURALI - CULTURA FUTURA”, promossa da Lazio Innova per la Regione Lazio.

Per maggiori informazioni:    www.cucu3.it

Data di pubblicazione: 23/09/2015

Giubileo. Marinelli. Nuovo progetto per l’Ara Pacis a colori con occhiali tecnologici e audio

"In vista del Giubileo abbiamo immaginato assieme alla Sovrintendenza capitolina e a Zètema Progetto Cultura un nuovo progetto di valorizzazione del nostro patrimonio culturale, dopo quello dei Fori di Piero Angela e Paco Lanciano. Abbiamo pensato all’Ara Pacis che l’anno scorso, illuminata a colori ha avuto un successo di pubblico straordinario. In quella occasione è stato approntato un modello tridimensionale dell’altare sul quale è stata applicata la restituzione del colore secondo criteri filologici e storico-stilistici, per ricreare, senza rischio per la sua conservazione, l’effetto totale e realistico della policromia originaria. Quest’anno abbiamo pensato di andare oltre e di concedere al visitatore un’esperienza più coinvolgente e immersiva con l’impiego  della realtà aumentata e occhiali tecnologici con audio. Il progetto non avrà oneri per l’Amministrazione prevedendo un piano economico la cui copertura possa essere realizzata con gli incassi per un periodo di tempo fino a tre anni”.

Data di pubblicazione: 27/08/2015

Il MACRO ricorda il maestro Francesco Guerrieri, scomparso lo scorso 24 agosto all’età di ottantaquattro anni.

Protagonista fin dai primissimi anni sessanta delle ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste, Guerrieri fonda il Gruppo 63 con Di Luciano, Drei e Pizzo. Tra le grandi mostre più recenti cui ha partecipato, oltre l’ampia sua retrospettiva nel 2012 al MACA - Museo Arte Contemporanea di Acri, ricordiamo Percorsi riscoperti dell’arte italiana 1947-2010 nella Collezione VAF/Stiftung al MART di Rovereto nel 2011; Arte Cinetica e Programmata alla GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 2012; Arte Programmata y Cinetica Italiana al MACBA Museo de Arte Contemporàneo de Buenos Aires e al MACLA de La Plata (Argentina) nel 2013 e nel 2014.

A partire dagli anni ’60-’70 fra le principali testimonianze critiche sul suo lavoro si segnalano quelle, tra gli altri, di Argan, Bonito Oliva, Celant, Menna. Sue opere sono nelle collezioni della GNAM - Galleria Nazionale d’Arte Moderna, della Quadriennale d’Arte a Roma, nella Collezione VAF/Stiftung presso il MART di Rovereto e Trento, nel MADI Museum di Dallas (U.S.A.), e in quaranta altri Musei in Italia e all’estero.

Al MACRO, il maestro aveva di recente donato la sua opera “Autoritratto Interno d’Artista”, 2015, la cui acquisizione è in corso di perfezionamento a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Data di pubblicazione: 01/04/2015

Dalla suggestiva area archeologica della    Villa di Massenzio alle preziose sculture conservate a due passi da Piazza Navona nel     Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco. Dal camminamento, le torri e le storie racchiuse nel    Museo delle Mura, alle opere di de Chirico, Severini, Warhol, Rivers e Manzù ospitate nel    Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese.

Sono solo alcune delle piccole realtà espositive di Roma ad ingresso gratuito, ma altre passioni e curiosità possono essere appagate continuando a percorrere gli itinerari più affascinanti della città. Come quello che dai viali di Villa Borghese conduce alle atmosfere di fine secolo della casa-studio dello scultore    Pietro Canonica o quello che porta gli appassionati di storia tra i preziosi cimeli ottocenteschi custoditi nelle sale del    Museo Napoleonico. Salendo infine al Gianicolo, teatro delle tormentate lotte della Repubblica Romana del 1849, si possono rivivere quelle tragiche giornate grazie alla narrazione immersiva del    Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina.

Oltre alla peculiare specificità espressa da ciascuna collezione permanente, in alcuni di questi otto “piccoli musei” del    Sistema Musei Civici di Roma si svolgono anche mostre temporanee, spesso strettamente collegate ai temi che contraddistinguono il sito. 

Non è sede di esposizioni invece la    Villa di Massenzio, tra il II e il III miglio dell’Appia Antica, ma  è stata la residenza dell’imperatore Massenzio, di certo uno dei più straordinari complessi archeologici del suburbio romano che comprende tra l’altro il circo, ben conservato in tutte le sue componenti architettoniche, e il mausoleo dinastico di Massenzio, noto anche come “Tomba di Romolo” dal nome del giovane figlio dell’imperatore che qui fu presumibilmente sepolto.
                                                       
Tornando verso il centro della città, a Porta San Sebastiano, la visita al    Museo delle Mura, ospitato all’interno della Porta Appia, offre l’opportunità di conoscere, con l’ausilio di plastici e pannelli didattici, le trasformazioni che le Mura Aureliane hanno subito attraverso i secoli, ma anche le vicende storiche e i personaggi che si sono succeduti in questi spazi. Estremamente suggestivo è il percorso all’interno del camminamento di ronda e delle torri che si innalzano ogni 30 metri.
                                                             
Proseguendo nella scoperta degli otto piccoli tesori museali, l’ingresso in una nuova dimensione è quanto promette un sito affascinante posto sulla sommità del Gianicolo, che ha in Porta S. Pancrazio la sua virtuale porta del tempo: il    Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina. Inoltrandosi nelle sue sale, con l’ausilio di tecnologie multimediali coinvolgenti, è possibile ascoltare alcuni dei protagonisti della straordinaria stagione rivoluzionaria del biennio 1848-49, riviverne da testimoni oculari l’atmosfera attraverso i racconti in viva voce di vicende, personaggi e ideali di quei tormentati anni di lotta.
                                                                           
Un’autentica nuova era invece quella esposta nel    Museo di Casal de’ Pazzi, nato dal ritrovamento di una zanna d’elefante nel 1981 durante i lavori di urbanizzazione della zona di Rebibbia. Da qui un’indagine archeologica su un’area di oltre 1.200 mq ha portato alla luce il tratto di un antico alveo fluviale. Nel giacimento sono stati scoperti più di 2000 fossili animali, appartenenti a specie impensabili oggi nella campagna romana (l’elefante antico, l’uro, l’ippopotamo, il rinoceronte), ma anche un frammento di cranio e oltre 1.500 manufatti in selce che testimoniano la contemporanea presenza di uomini.
                                                                                          
Si torna ad una splendida realtà infine con il    Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, dove in un prezioso ambiente architettonico cinquecentesco, situato tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori, si è conservata intatta una straordinaria raccolta di sculture antiche formata tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 da Giovanni Barracco, barone calabrese di antica nobiltà. Attraverso 400 tra opere e frammenti ben scelti, di altissima qualità, il collezionista ci conduce in un percorso affascinante che tocca l’arte egizia, assira, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale.

Data di pubblicazione: 12/11/2014

Il pubblico premia “Le chiavi di Roma. La città di Augusto”, mostra promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) del CNR.

Basta confrontare i dati degli ingressi 2013/2014 nei mesi di settembre e ottobre per rilevare un sensibile aumento delle presenze paganti e gratuite, in parte dovuto alla mostra incentrata sulla figura di Augusto, in parte alla progressiva riapertura di tutto il complesso con il Grande Emiciclo restaurato.

Questo successo e l’esperienza maturata con la risposta del pubblico, ci hanno indotti a fare una nuova edizione del catalogo elettronico dedicato alla mostra in italiano e in inglese (visto l’alto numero di visitatori stranieri), completo anche dei cinque filmati evocativi che introducono a Roma in età augustea.

La pen drive viene quindi riproposta al pubblico allo stesso prezzo (7 euro), ma con la possibilità, per chi ha acquistato la precedente, di ricaricarla con i nuovi contenuti presso la direzione del Museo dei Fori Imperiali      (info@mercatiditraiano.it).

Vi aspettiamo numerosi per continuare il racconto su Roma, l’Impero, la sua Storia!

Settembre  2013              7.802                    

Settembre  2014              10.488 (con una Giornata Europea del patrimonio a ingresso gratuito)

Ottobre      2013               8.158                    

Ottobre     2014                9.878

Data di pubblicazione: 11/11/2014

• Firmato il protocollo d’intesa per estendere al gruppo Enel il programma “The Hidden Treasure of Rome”, avviato lo scorso maggio da Roma Capitale e Enel Green Power e volto alla valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale dei Musei Capitolini
• Centinaia di oggetti e materiali archeologici, nella maggior parte dei casi inediti e mai esposti, saranno analizzati all’estero dai più prestigiosi atenei e musei del mondo, grazie alla presenza del Gruppo Enel in oltre 30 Paesi. I materiali, una volta studiati e catalogati, faranno ritorno a Roma
• Enel Green Power sosterrà il restauro della Sala degli Imperatori di Palazzo Nuovo - Musei Capitolini

“The Hidden Treasure of Rome” rappresenta il primo accordo che permette ai ricercatori di tutto il mondo di accedere ad intere collezioni di oggetti dell’antica Roma, finora solo parzialmente studiate.
Per oltre un secolo, centinaia di migliaia di materiali archeologici risalenti a tutte le epoche della storia di Roma, sono stati accuratamente conservati all’interno di oltre mille casse presso l’Antiquarium dei Musei Capitolini ed essendo non del tutto conosciuti, sono stati eccezionalmente esposti in occasione di mostre archeologiche.
Grazie all’accordo, siglato il 10 novembre 2014 dal Sindaco di Roma Ignazio Roberto Marino e dall’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace, una vasta scelta delle inedite collezioni potranno, per la prima volta, lasciare i magazzini ed essere portati all’estero dove all’interno delle università e dei musei preventivamente selezionati dalla Sovrintendenza, saranno oggetto di accurati programmi di ricerca ed analisi, per poi essere restituiti alla Città, classificati e catalogati, pronti per essere inseriti in importanti progetti espositivi e culturali.
Il progetto è stato avviato lo scorso maggio con Enel Green Power ed ha già consentito di dare l’avvio negli Stati Uniti presso la University of Missouri, al primo programma di studio riservato a 249 oggetti di ceramica a vernice nera (parte della collezione della sala V del vecchio Antiquarium del Parco del Celio) sui quali sono in corso, sotto la supervisione della Sovrintendenza Capitolina, specifici programmi di studio e ricerca.
Con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente questo nuovo modello di collaborazione e valorizzazione internazionale del patrimonio culturale, sono in via di definizione progetti con altre importanti università statunitensi.
Nei prossimi anni il progetto sarà esteso al perimetro più ampio dell’intero Gruppo Enel, grazie alla sua presenza in oltre 30 Paesi.
Saranno coinvolti numerosi e prestigiosi musei e dipartimenti di Archeologia e Storia dell’Arte delle università internazionali con cui individuare programmi di studio e valorizzazione dei materiali, come eventi espositivi e programmi mirati di ricerca.
Con il nuovo Protocollo di Intesa il gruppo Enel valuterà l’adesione a iniziative e proposte individuate dalla Sovrintendenza Capitolina per il recupero e la valorizzazione di siti di interesse archeologico, come il complesso dell’ Antiquarium all’interno del Parco del Celio, chiuso dal 1939.

Data di pubblicazione: 03/07/2014

Due prestigiose opere arricchiscono, dal 1 luglio, la Sala del Medioevo, al primo piano di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini: lo Stendardo di San Giorgio e l’affresco staccato della Madonna con Bambino. La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali realizza così la prima musealizzazione delle due opere, oggi inserite all’interno del percorso dei Musei Capitolini e in precedenza esposte in spazi che non ne permettevano la fruizione al pubblico. “Due capolavori – ha dichiarato il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce - finalmente resi visibili al pubblico grazie al finanziamento privato che, da qualche anno, supporta il Museo nelle sue attività di promozione e di valorizzazione”. “Lo Stendardo di San Giorgio – ha spiegato il sovrintendente -  ha un significato storico, legato ai rapporti tra Roma e il Vaticano, perché arrivato in Campidoglio grazie alla donazione di Paolo VI nel 1966 in occasione della sua visita, la prima da parte di un Papa al Campidoglio dopo la firma dei Patti Lateranensi”. 

Il restauro dello Stendardo (che misura 420 cm x 280 cm ed era esposto in Palazzo Senatorio nella Sala delle Bandiere) è stato curato dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, senza spese per l’Amministrazione, fatta eccezione per il trasporto dell’opera. La vetrina che lo contiene, appositamente studiata per la sua conservazione, è stata realizzata nel 2014 dalla ditta Goppion grazie a una elargizione liberale da parte del giornale giapponese ‘The Mainichi Newspapers’. L’Amministrazione ha avuto il solo onere relativo al nuovo telaio mentre le operazioni del trasferimento dal vecchio al nuovo telaio sono state eseguite dalle restauratrici dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro senza oneri di spesa e con l’aiuto del personale dell’area conservazione di Zètema Progetto Cultura.

L’affresco staccato della Madonna con Bambino era esposto dal 1949 nell’aula Giulio Cesare, a circa 10 metri da terra sulla parete breve dell’Aula di Giulio Cesare, sopra l’omonima statua. Nel 2012, per motivi di conservazione e temendo la possibilità del collasso del supporto, si è deciso di rimuoverlo e di restaurarlo. Il restauro è stato realizzato dalla CBC Conservazione Beni Culturali, tra settembre 2012 e gennaio 2013, finanziato con i fondi per la messa a reddito e la valorizzazione di Sovrintendenza. Il nuovo supporto per l’esposizione dell’affresco nella sala è stato realizzato nel maggio 2014 da Articolarte, su progetto degli architetti Francesco Stefanori e Lucia Pierlorenzi mentre l’apparato didattico è stato rinnovato da Artiser. Anche i finanziamenti per il nuovo supporto e per l’apparato didattico provengono da fondi per la messa a reddito e la valorizzazione del patrimonio della Sovrintendenza.

Le due opere vanno a integrare e completare il rinnovamento che ha riguardato la Sala del Medioevo nel 2009, quando i suoi ambienti sono stati restaurati e arricchiti con la Statua di Carlo d’Angiò di Arnolfo di Cambio.

La Sala occupa uno dei tre ambienti edificati sopra il portico interno del Palazzo dei Conservatori tra il 1570 e il 1572. L’architetto Giacomo della Porta ne curò i lavori nell’ambito degli interventi di rinnovamento dell’edificio, iniziati a partire dal 1563 su progetto di Michelangelo. Sul portale di accesso della sala si conserva l’iscrizione “SCRIPTURARUM PUBLICARUM CUSTODIA”, in riferimento alla sua originale destinazione d’uso come archivio delle scritture pubbliche del Popolo Romano. La volta è stata dipinta a tempera nella seconda metà dell’Ottocento con temi decorativi ispirati alle ceramiche greche ed etrusche della collezione Castellani, acquisita in quegli anni dal Museo. 

Lo Stendardo di San Giorgio 

Lo Stendardo di San Giorgio, datato alla fine del Duecento, è il più antico esemplare di bandiera realizzata in seta e cuoio noto in Italia. Conservato originariamente a Roma nella Basilica di San Giorgio al Velabro, dove nell’VIII secolo papa Zaccaria aveva destinato la reliquia del cranio del Santo, veniva appeso a un’asta orizzontale ed esposto nelle processioni civili e religiose che scandivano i momenti salienti della vita della città. Lo stendardo, probabilmente commissionato da Jacopo Caetani Stefaneschi (Roma 1270 circa - Avignone 1343), cardinale titolare della basilica di San Giorgio al Velabro dal 1295 al 1301, è realizzato in sottile seta rossa e ornato con ricami ed elementi applicati in cuoio argentato, dorato e dipinto, conserva tracce della raffigurazione dell’episodio più famoso della vita di San Giorgio, tratto dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine della metà del Duecento: l’uccisione del drago e la liberazione della principessa. Nella parte superiore si sono potuti ricostruire alcuni elementi originali della scena: San Giorgio a cavallo atterra e trafigge con una lunga lancia un drago alato al cospetto della principessa, mentre in lontananza, tra i merli delle torri di un castello stilizzato, si affacciano i genitori della fanciulla che assistono alla scena. In alto, al centro, corre l’iscrizione in lettere capitali gotiche: “S(anctus) Geor(g)ius”, mentre l’orlo inferiore termina con lunghe strisce rettangolari, o “code”, orlate di vari colori. La raffinata manifattura delle figure sul fondo di seta rossa, realizzate con inserti in seta di diverso colore, consentiva in origine la visione della scena da entrambi i lati. Trasferito ai primi del Novecento dal Velabro al Vaticano, lo Stendardo è giunto a noi grazie al delicato restauro cui fu sottoposto presso i Musei Vaticani nel 1934. Il prezioso cimelio fu donato al Comune di Roma nel 1966 da Papa Paolo VI, in occasione della sua visita ufficiale in Campidoglio. Nel 1992 è stato affidato all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma per un complesso intervento di restauro.

L’affresco staccato della Madonna con il Bambino in trono

Ne la Madonna con il bambino in trono, affresco della fine del XV secolo - inizio del XVI secolo realizzato dai collaboratori della Bottega di Antoniazzo Romano, la Madonna è raffigurata nella tradizionale iconografia di “Madre di Dio”. Seduta su uno scranno marmoreo, regge sul ginocchio sinistro il Bambino nella posa del “Salvator Mundi” (Salvatore del mondo): vestito di una lunga tunica, regge nella mano sinistra il globo, simbolo del dominio universale, mentre la mano destra è sollevata in atto benedicente. La particolare solennità di questa iconografia suggerisce che l’affresco sia stato eseguito per un committente che desidera mettere in evidenza la regalità universale di Cristo. L’opera è stata originariamente staccata dalla sede originaria – forse una chiesa – probabilmente alla fine del secolo XIX. Lo stile sembra rimandare alla bottega di Antoniazzo Romano, l’artista che negli ultimi decenni del Quattrocento diffonde a Roma il linguaggio pittorico del Rinascimento toscano: in questo affresco si notano – soprattutto nella particolare dolcezza del viso di Maria – diversi punti di contatto con la pittura umbra di fine Quattrocento, molto apprezzata a Roma (si pensi ad esempio agli affreschi di Pinturicchio nella cappella Bufalini della chiesa dell’Aracoeli).   

Data di pubblicazione: 24/06/2014

Per bambini e famiglie è disponibile uno speciale percorso di audioguida per i Musei Capitolini.
Finalmente un servizio pensato proprio a misura di “piccolo visitatore”. Sarà lo stesso grande imperatore Marco Aurelio, insieme con il suo simpatico e sarcastico destriero Lampo, a dare il benvenuto ai Musei ai bambini. Cavalcando per le sale, tra battute, spiegazioni, risate e momenti d’ispirazione e commozione, i bambini potranno raccogliere la sfida che è loro proposta: “Hai la stoffa per diventare un vero imperatore anche tu?”
Disponibile dal 25 giugno 2014 in Italiano e Inglese a € 4,00 (età consigliata: 6-12 anni)

Qui possibile scaricarne alcuni esempi:

Audioguida a misura di bambino - Marco Aurelio dà il benvenuto ai Musei Capitolini
Italiano, Audio

Audioguida a misura di bambino - La nascita di Roma: Romolo, Remo e la Lupa
Italiano, Audio

Audioguida a misura di bambino - La sala dei filosofi
Italiano, Audio

Data di pubblicazione: 11/06/2014

A due anni dall’ingresso dei Musei Capitolini nel Google Art Project, il Sistema Musei Civici di Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (gestione servizi museali di Zètema Progetto Cultura) aderisce con 14 nuove sedi museali alla piattaforma sviluppata dal Google Cultural Institute per promuovere la conoscenza dei più importanti musei del mondo: Google Art Project.

Google Art Project ospita ora 15 siti musealie archeologici del Sistema Musei Civici di Roma, valorizzando le specificità di ognuno:    Musei Capitolini,    Centrale Montemartini,    Mercati di Traiano,    Museo dell'Ara Pacis,    Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco,    Museo della Civiltà Romana,    Museo delle Mura,    Museo di Roma,    Museo Napoleonico,    Casa Museo Alberto Moravia,    Galleria d'Arte Moderna,    Museo Carlo Bilotti,    Museo Pietro Canonica,    Museo di Roma in Trastevere,    Musei di Villa Torlonia.

Dopo    l’Annunciazione di Garofalo dei Musei Capitolini, 7 nuove opere sono state fotografate e caricate online ingigapixel dando la possibilità di osservare ad altissima definizione - con circa 7 miliardi di pixel a disposizione - dettagli impossibili da vedere ad occhio nudo: i doni offerti dal defunto rappresentati nella lunga iscrizione in geroglifico nella    Stele del Dignitario Nefer (Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco); i frammenti di colore sui tasselli del    Mosaico con scene di caccia da Santa Bibiana (Centrale Montemartini); i volti degli spettatori e i fantastici costumi per il    Carosello a Palazzo Barberini in onore di Cristina di Svezia (Museo di Roma); i particolari dell’abito e dei gioielli indossati da    Elisa Bonaparte Baciocchi con la figlia Napoleona Elisa (Museo Napoleonico); le pennellate infuocate di rosso nel    Cardinal Decano di Scipione; lo sguardo scettico e partecipe di    Alberto Moravia nel ritratto di Guttuso (Casa Museo Alberto Moravia) e, infine, le tonalità pietrificate dell’olio di de Chirico    Archeologi misteriosi (Museo Carlo Bilotti).

Su    www.google.com/artproject 15 gallery fotografiche, per un totale di 800 immagini, raccolgono le opere più significative delle singole collezioni museali di Roma. Un immenso patrimonio che potrà essere utilizzato da studenti, turisti e semplici curiosi, desiderosi di navigare tra i capolavori dei musei romani, ma anche di scoprirne i tesori più nascosti.

Al Galata morente o ai dipinti di Guercino, Caravaggio e Rubens dei Musei Capitolini si aggiungono ora le antiche sculture ospitate dalla Centrale Montemartini; i capolavori di Mafai, Afro e Balla della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale; i reperti risalenti all’età augustea, flavia e traianea dei Mercati di Traiano; le opere di de Chirico, il Warhol e il Rivers del MuseoBilotti; il plastico di Roma del Museo della Civiltà Romana; le opere di Caffi e Batoni del Museo di Roma e, ancora, i reperti di arte egizia, cipriota, greca, romana e le preziose lastre assire del Museo Barracco; le opere d’arte e i cimeli legati alla famiglia Bonaparte del MuseoNapoleonico; marmi, bozzetti e studi del Museo Canonica e, infine, le opere ospitate dai Musei Villa Torlonia, da Casa Moravia, dal Museo delle Mura, dal Museodell’Ara Pacis e dal MuseodiRoma in Trastevere.

Infine, da oggi è possibile visitare virtualmente le sale di 12 musei del sistema grazie alla tecnologia Street View che consente di muoversi a 360° e avvicinarsi alle opere, approfondendole con le schede di dettaglio.

Google Art Project, parte di Google Cultural Institute, è una piattaforma online attraverso cui il pubblico di tutto il mondo può accedere a immagini ad alta risoluzione delle opere d'arte più importanti messe a disposizione dai musei partner dell'iniziativa, con l’obiettivo di “democratizzare” l'accesso alla cultura e promuovere la sua conservazione per le generazioni future.

Il progetto, lanciato a febbraio 2011 in collaborazione con 17 musei conta oggi oltre 63.000 opere e 345 partner e il numero è destinato a crescere.

Su    www.google.com/artproject i visitatori della piattaforma possono sfogliare le opere in base a: nome dell'artista, titolo illustrativo, tipo di arte, museo, paese, collezioni, e periodo temporale. Facebook, Twitter, Google+ e video sono integrati nella piattaforma, consentendo agli utenti di invitare i loro amici a vedere e discutere le loro opere preferite. Tra le altre funzioni a disposizione degli utenti, ‘Le mie Gallerie” permette di salvare viste specifiche delle opere d'arte selezionate e di costruire la propria galleria personale. I commenti possono essere aggiunti a ogni dipinto e l'intera galleria può essere condivisa con gli amici. Inoltre, la funzione 'Confronta’ consente di esaminare due opere d'arte “fianco a fianco” nella stessa schermata, per vedere più da vicino come lo stile di un artista si è evoluto nel tempo, collegare le tendenze artistiche, o osservare in profondità due particolari di un’opera.

Google Art Project si qualifica quindi come un tool digitale che permette agli utenti collegati da ogni parte del mondo di avvicinarsi alle opere d’arte, ai reperti storici e ai manufatti artistici, con un semplice “click”, scoprendone i dettagli più nascosti.

In Italia, tra i musei partner, le Gallerie degli Uffizi (anche con Street View), Palazzo Vecchio, Firenze, i Musei Capitolini, il Museo Poldi Pezzoli e il Museo Diocesano di Milano, il Museo Archeologico di Ferrara, i Musei di Strada Nuova di Genova, la Fondazione Musei Senesi, la Venaria Reale (anche con Street View) di Torino e, a Venezia, ben 6 musei della Fondazione Musei Civici di Venezia - Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Ca’ Pesaro, Palazzo Mocenigo e Museo del Vetro di Murano - oltre a Palazzo Grassi (anche con Street View).

Sistema Musei Civici di Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (gestione servizi museali di Zètema Progetto Cultura).

Data di pubblicazione: 10/06/2014

Il 9 giugno 2014 è stato inaugurato il Mausoleo di Romolo che riapre così al pubblico dopo oltre venti anni e che potrà essere visitato senza prenotazione.

Data di pubblicazione: 23/07/2013

Anche il Museo Napoleonico si arricchisce di uno strumento in più per godere le collezioni e gli ambienti che le ospitano: il tour virtuale.

tourvirtuale.museonapoleonico.it

Con un semplice movimento del mouse, i visitatori possono passeggiare nel museo, avvicinarsi alle opere e apprezzarne i dettagli, approfondendo la visita con gallerie fotografiche e video.

Il Virtual Tour è realizzato in altissima risoluzione ed è fruibile anche in modalità a tutto schermo.

Data di pubblicazione: 02/10/2012

Nasce il nuovo tour virtuale dei Mercati di Traiano per apprezzare le strutture e opere del museo.

Grazie a questo strumento è possibile navigare fra gli ambienti più belli, approfondirne la storia e le opere contenute con foto in alta risoluzione.

tourvirtuale.mercatiditraiano.it

Data di pubblicazione: 16/01/2012

Scarica l’applicazione MiC Roma per iPhone e smartphone Android dei Musei in Comune Roma.

iPhone
http://itunes.apple.com

Android
https://play.google.com

Data di pubblicazione: 16/12/2011

Promozione condivisa e sintesi sono le parole d'ordine di RomÆxhibit / Art and Exhibitions in Rome, nuova realtà – e rete – dei musei e degli spazi espositivi di Roma.
Da oggi RomÆxhibit è anche online, così come annunciato a novembre a Londra, in occasione del World Travel Market, dall’assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico Dino Gasperini. Il sito ufficiale del primo sistema espositivo integrato di Roma Capitale è uno strumento di orientamento e consultazione indispensabile per cittadini, turisti e appassionati d’arte, un luogo virtuale nel quale è possibile accedere all’offerta museale romana, arricchita da informazioni, notizie, contenuti multimediali e servizi di supporto alle visite.

www.romaexhibit.it

Data di pubblicazione: 25/07/2011

I Musei in Comune aderiscono al circuito RomÆxhibit /Art and Exhibitions in Rome, il Sistema espositivo della città di Roma promosso dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale. Il sistema coinvolge gli enti culturali pubblici e privati della città e nasce con la finalità di garantire una programmazione condivisa, un'elevata qualità delle proposte e la non sovrapposizione delle inaugurazioni.

www.museiincomuneroma.it/servizi/romaexhibit

Data di pubblicazione: 02/08/2010

Il Tour Virtuale dei Musei Capitolini - una produzione Zètema Progetto Cultura realizzata da HQuadro - completamente interattivo e multimediale è sviluppato con la tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva ed è realizzato mediante sofisticate tecniche di elaborazione e montaggio fotografico. Il tour permette la visita del museo effettuando una passeggiata virtuale, muovendosi all’interno degli ambienti. Grazie al movimento del mouse è possibile ruotare a 360°, in alto e in basso e zoomare fino ad avvicinarsi ai diversi elementi presenti nelle sale: sculture, quadri, dettagli architettonici, rivestimenti, soffitti e pavimenti.

Il Virtual Tour è realizzato in altissima risoluzione ed è fruibile anche in modalità a tutto schermo.

In totale sono 45 gli ambienti censiti per 71 hot spot (punti di vista) differenti.

In ogni sala si accede ad una sezione multimedia contenente la galleria fotografica, l’audio guida e il video descrittivo dell’ambiente.

Per muoversi all’interno del Museo è possibile utilizzare le mappe interattive che localizzano gli hot spot, il menu a tendina in alto a sinistra oppure cliccando sulle frecce posizionate all’interno degli ambienti.

Tutti i contenuti del Virtual Tour sono stati indicati dalla Direzione dei Musei Capitolini per arricchire l’esperienza dell’utente durante la navigazione.

Cura scientifica Musei Capitolini (Sistema Musei Civici Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale)

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