Nutrire L'Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei.

Autore/curatore: 

AA.VV.

Dati: 
2015, 592 p., ill., brossura
editore: 
L'Erma di Bretschneider
lingua: 
Museo: 
Museo dell'Ara Pacis
(02/07 - 15/11/2015)
Prezzo: 
€ 80,75
€ 68,64

Cosa e come mangiavano gli antichi romani? Come trasportavano migliaia di tonnellate di provviste
dai più remoti angoli della terra? Come facevano a farle risalire lungo il Tevere fin nel cuore della
città? E come le conservavano durante tutto l'anno?
A queste e a tante altre curiosità risponde la
mostra che traccia un affresco complessivo
sull’alimentazione nel mondo romano grazie a rari e prestigiosi reperti archeologici, plastici,
apparati multimediali e ricostruzioni.
A seguito della pax romana, intorno al bacino del Mediterraneo si determinò quella che oggi
chiameremmo la prima “globalizzazione dei consumi" con relativa "delocalizzazione della
produzione" dei beni primari. In età imperiale i romani bevevano in grandi quantità vini prodotti
in Gallia, a Creta e a Cipro, oppure, se ricchi, i costosi vini campani; consumavano olio che
giungeva per mare dall’odierna Andalusia; amavano il miele greco e soprattutto il garum, il
condimento che facevano venire dall'Africa, dall'Oriente mediterraneo, dal lontano Portogallo, ma
anche dalla vicina Pompei. Ma, soprattutto, il pane che mangiavano ogni giorno era un prodotto
d'importazione, fatto con grano trasportato via mare su grandi navi dall'Africa e dall'Egitto.