Marisa e Mario Merz. Sto con quella curva di quella montagna che vedo riflessa in questo lago di vetro

Marisa e Mario Merz. Sto con quella curva di quella montagna che vedo riflessa in questo lago di vetro
Autore/curatore: 

D'Orazio Costantino; Pirani Federica

Dati: 
2016, 180 p., brossura
editore: 
Manfredi Edizioni
lingua: 
edizione multilingua
Museo: 
MACRO
(18/02 - 12/06/2016)
Prezzo: 
40,00
34,00

Lui era un gigante, imponente, dal volto squadrato e gli zigomi alti. Al primo sguardo poteva incutere un certo timore. Ma poi era capace di prodursi in frasi straordinarie, che avresti voluto tenere sempre a portata di mano un taccuino per appuntarle, o in battute esilaranti e contagiose che sapevano coinvolgere tavolate intere. Lei è minuta, dai lineamenti dolci e le mani morbide. Sfiora la terra coi suoi passi. Ma non è facile starle dietro, con quegli occhi veloci e attenti che colgono particolari sfuggenti e invisibili agli altri. Ha una mente lucida e con la parola illumina cose e persone, che le basta un attimo per conoscerle in profondità. Per gli artisti e i critici di mezzo mondo sono Mario e Marisa: non serve nemmeno indicarne il cognome. La storia dell'arte è costellata di coppie di artisti che hanno collaborato a lungo; in molti casi alla donna è stato affidato il ruolo di musa ispiratrice, lasciando al suo partner la responsabilità dell'opera, altre volte le due personalità si sono fuse e hanno dato vita ad un duo inscindibile. La relazione di Mario e Marisa non si può descrivere né in un modo né nell'altro.