Libreria museale
La collana Musei in Comune comprende ben 28 titoli e si articola secondo un piano editoriale suddiviso in tre diverse tipologie di pubblicazione: saggi scientifici, vale a dire opere monografiche e di catalogazione delle raccolte museali, soltanto in italiano; quaderni tematici con approfondimenti su temi di particolare interesse, soltanto in italiano; guide brevi in 2 formati, in italiano e ove possibile in più lingue o in edizione bilingue italiano\inglese.
Sono 16 ad oggi i siti ove siamo presenti con il servizio di vendita al pubblico: presso i Musei Capitolini, l’Ara Pacis, il Museo Bilotti, il Macro di Via Reggio Emilia, il Casino Nobile di Villa Torlonia, e poi ancora al Macro Future, al Planetario, ai Mercati di Traiano e al Museo Napoleonico; piccoli punti vendita sono inoltre alla Centrale Montemartini, al Barracco, al Museo di Roma in Trastevere, presso la Meridiana e il Canonica a Villa Borghese, al Museo delle Mura e presso il Circo di Massenzio sull’Appia Antica.
Sono inoltre disponibili alcuni cataloghi delle mostre temporanee in corso nel sistema Musei in Comune.
I titoli elencati di seguito posso essere acquistati presso il sito ibs.it cliccando sul carrello e seguendo le procedure indicate.
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La pubblicazione, edita in concomitanza con la mostra ospitata in autunno ai Musei Capitolini, che si preannuncia come uno degli eventi di maggior richiamo nella capitale, riunisce gli interventi dei più affermati studiosi italiani e stranieri di Michelangelo, che indagano ogni aspetto relativo alla produzione architettonica michelangiolesca nell’urbe.
Vengono infatti analizzati tutti i progetti concepiti dal maestro durante gli anni che vanno dal 1505 al 1516 e dal 1534 al 1564, date di permanenza dell’artista in città: dalla Cappella Sistina alle dimore private, dalle fortificazioni cittadine agli interventi per la basilica di San Pietro, dalla ristrutturazione di piazza del Campidoglio, fino a Porta Pia.
Una ricca sezione iconografica riproduce la raccolta dei disegni e dei progetti presentata in mostra, provenienti da importanti istituzioni italiane, che consentono di tracciare il profilo dell’attività di Michelangelo dalla giovanile passione per l’arte classica all’innovazione compositiva della maturità.
Il volume è corredato da una bibliografia aggiornata.
Il catalogo di mostra si lega alla relazione di Zavattini con il collezionista e gallerista Cardazzo, il cui salotto veneziano costituiva all'epoca una sorta di cenacolo intellettuale frequentato dai principali letterati e artisti italiani d'avanguardia, tra cui appunto Zavattini.
Nel 1943 in occasione della prima edizione del Premio Cavallino, l'artista è tra gli ideatori della mostra Gioco del Paradiso dove sono presenti disegni e dipinti di letterati italiani, tra cui Dino Buzzati, Antonio Delfini, Eugenio Montale, Leonardo Sinisgalli. Zavattini conseguirà il primo premio, stipulando così con Cardazzo un vero e proprio contratto.
Dal catalogo emerge la trasversalità del personaggio Zavattini che, per vocazione ed indole, spazia tra cinema, letteratura, giornalismo, pittura, e soprattutto narrazione. Questo insolito "Zavattini a colori" è sicuramente meno noto di quello "in bianco e nero" dei suoi film, ma altrettanto ricco di immaginazione e capace di raccontare storie e personaggi e di sorprenderci ancora.
Suggestivo è anche l'allestimento degli Horti Romani, con le sculture e i preziosi ornamenti che decoravano le grandi ville con giardino della Roma imperiale, delle sale che ospitano la Collezione Castellani ricca di testimonianze greche ed etrusche, del Medagliere recentemente riordinato come la Galleria Lapidaria, una miniera di importanti iscrizioni.
lo scorso anno ai Musei Capitolini, la “Via dell’Impero” documenta il procedere
delle demolizioni nell’area dei Fori e completa la descrizione dei lavori urbanistici
per l’apertura del nuovo asse viario oggi intitolato via dei Fori Imperiali.
Gli interventi di scavo, ripristinando scenograficamente le antichità romane,
raccontano quanto il Governatorato volesse marcare la continuità
della Roma fascista con l’Impero Romano.
Il ricco repertorio fotografico eseguito da fotografi professionisti romani fra i quali
Filippo Reale, Michele Valentino Calderisi e Cesare Faraglia, registra i lavori
di demolizioni e scavi che portarono ad un emblematico collegamento visivo
fra il Colosseo simbolo della gloria imperiale e il monumento risorgimentale
dell’Altare della Patria a sottolineare la duplice eredità raccolta dal regime fascista.
Come consuetudine anche questa mostra è accompagnata da dipinti commissionati
dal Governatorato di Roma a Maria Barosso, Lucia Hoffmann, Giulio Farnese,
Odoardo Ferretti, Vito Lombardi e altri, per conservare memoria di tutto ciò
che andava scomparendo.
Inediti reperti di età romana, reperiti presso gli scavi chiudono
l’affascinante e straordinario percorso espositivo che restituisce il particolare clima di quegli anni segnato dal fervore e dall’entusiasmo per una città moderna e rinnovata.
Il volume dedicato ad Alessandro Mendini pubblicato dalle Edizioni Corraini è un flusso ininterrotto di immagini e occasioni all’interno delle opere e della filosofia progettuale del celebre architetto milanese. Progettare orizzonti, stanze, corpi e pensieri sono i quattro momenti di un percorso personale e suggestivo attraverso l’opera di Mendini: dall’arredo urbano alla decorazione d’interni, dagli oggetti e accessori progettati per il corpo all’attività di teorico dell’architettura e del design, Mendini è protagonista di un approccio personale ed estetizzante alla progettazione, che si distingue per la dimensione organica, emozionale e individuale della propria ricerca, che privilegia suggestioni psicologiche, materiche e sensoriali rispetto a un design e un’architettura più “razionali”. Non a caso, “poesia visiva”, “progettazione fiabesca e barocca”, “dilatazione labirintica degli spazi e delle sensazioni” sono solo alcune delle definizioni associate nel tempo alla sua multiforme produzione.
Nel volume, le immagini sono accompagnate da testi di Beppe Finessi (architetto, professore presso la Facoltà di Design e la Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano) e di Alessandro Mendini stesso, in cui l’architetto si racconta a partire dalla propria esperienza di progetto. Conclude il libro una sintetica biografia e bibliografia su Mendini e la sua opera.
Il bookdesign è curato da Italo Lupi (già art-director di Domus e direttore di Abitare, vincitore del Compasso d’Oro e Royal Designer di Londra): le piccole domensioni, la copertina rivestita in tela e la grafica nitida e brillante ne fanno una sorta di suggestivo e prezioso “breviario” e compendio dell’opera di Mendini
La mostra si apre con uno straordinario gruppo di disegni metafisici concessi per l’occasione dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e prosegue con tutti i più importanti lavori provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico: una raffinata collezione che comprende tra l’altro i Ritratti di Rissa, i Nudi antichi (1926), il gruppo dei Gladiatori, Hebdomeros del 1928 e la suggestiva serie dei Mobili nella valle e dei Bagni misteriosi degli anni Trenta.
Sono esposti inoltre, sempre dalla collezione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, i disegni realisti degli anni quaranta, tra cui l’impressionante Autoritratto come Cristo sul Calvario e l’inaspettata, affettuosa serie di schizzi coi cani di famiglia.
Le incisioni per L’Apocalisse del 1941 e le carte del periodo neometafisico degli anni sessanta e settanta completano il percorso espositivo, che si chiude con una sezione riservata ai disegni (scene, costumi, figurini) per il teatro. Ad integrazione della sezione teatrale sono anche presentati i bellissimi costumi per Pulcinella del 1931 e Protée del 1938, recentemente acquisiti dalla Fondazione e mai esposti prima.
La mostra rientra nella serie diversificata di eventi che, sotto la guida e la regia di Achille Bonito Oliva, si svolge tra il 2008 e il 2010 con il nome emblematico di Immortalità a Giorgio de Chirico, in occasione del trentennale della morte e dei 120 anni dalla nascita.
Catalogo stampato in occasione dell'installazione/mostra "Jeu de construction" a Casina Raffaello, Villa Borghese, dal 28 settembre al 3 dicembre 2006
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